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Il Fallimento dei Comuni… il primo segnale del default italiano.

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Buonasera.

Questa notte (son le 2.19…) voglio trattare un argomento delicato che dovrebbe far riflettere tutti noi.

IL FALLIMENTO DEI COMUNI. Ehssi’ amici… perchè non solo anche un comune può fallire ma in Italia ci sono svariati casi ed i giornali, come sempre proni al potere perchè controllati dalla cosiddetta “casta”, fan scena muta.

Innanzitutto parto a rispondere alla domanda più ovvia sull’argomento che mi appresto a trattare. Quando un comune fallisce? E che succede poi?

In sostanza un Comune viene dichiarato “dissestato” o “fallito” quando lo stesso consiglio comunale, preso atto che non è più possibile garantire economicamente l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ed appurato che con le normali procedure di salvaguardia del bilancio non si può più far fronte al pagamento dei debiti, è costretto ad dichiarare appunto “dissestato” il comune ed invoca una legge speciale. Concettualmente quindi il “dissesto” è a tutti gli effetti un fallimento. La differenza tra un fallimento di un’azienda privata ed un comune è che nel primo caso l’imprenditore è impossibilitato ad operare in quanto la situazione finanziaria dell’azienda va in mano ad una figura (il curatore fallimentare) che si occupa di liquidare l’azienda e ripagare i debiti. Nel caso del fallimento comunale invece, non essendo possibile bloccare l’attività cittadina, si fa di tutto per tener su la struttura pubblica al fine di continuare l’erogazione di servizi nonostante il fallimento in corso.

Insomma… in parole poverissime, il comune fallisce semplicemente quando non ha abbastanza soldi per ripagare i debiti. Dovete sapere che negli ultimi anni le amministrazioni comunali hanno INVESTITO in titoli azionari, alcuni ad alto rischio. Dopo i vari crack che hanno interessato banche piccole e grandi, statunitensi e non, anche i comuni hanno perso un bel pò di fondi (vedi il caso del Comune di Milano) trovandosi così in una situazione di insolvenza.

Cosa succede se un Comune dovesse fallire?
Semplice. Si blocca tutto il sistema. L’illuminazione pubblica salta, niente più raccolta spazzatura, niente più asili, niente più trasporti urbani, niente più manutenzione stradale,  spazzaneve o altro. Insomma… saltano tutti quei servizi garantiti dal Comune stesso. In pratica si blocca l’attività cittadina.

Detto ciò vorrei analizzare e raggruppare i fallimenti che hanno interessato alcuni comuni italiani.

Vi prego di rendervi conto che le cifre di cui parlo sono SOLDI PUBBLICI… ossia MIEI, TUOI, DEI TUOI PARENTI E DEI TUOI AMICI.


TARANTO

Bilancio 2005. Oltre 400 milioni di euro di deficit. (Qui la dichiarazione di dissesto finanziario) Ed è qui che inizia la crisi del Comune di Taranto. Ma qui la colpa non è dei titoli subprime o dei derivati. Qui la rovina è stata opera di un’amministrazione comunale corrotta e deliquente. DEI LADRI. La giunta in questione, manco a farlo apposta targata Forza Italia (poi diventata lista civica), era “capitanata” da Rossana Di Bello, dimessasi subito dopo una condanna a 16 mesi di reclusione per un appalto truccato e per falso in bilancio.

Cosa è successo a Taranto? Semplice. Assunzioni a gogo, appalti a trattativa privata, dirigenti con stipendi da capogiro (alcuni sui 100.000 €), più di 3.000 dipendenti pagati CON I SOLDI DEI CITTADINI.

Links per informarsi:

Repubblica

La Gazzetta del Mezzogiorno

MeetUp Taranto

CATANIA

Il Comune di Catania ha fatto di meglio: crack per quasi un miliardo di euro ad opera dell’ex sindaco Umberto Scapagnini, medico di Mr.B. A tal proposito vi segnalo un interessante articolo della Stampa e un altro, altrettanto interessante di Repubblica. Come si è risolto il misfatto? Semplice. C’ha pensato Mr.B. che ha regalato, come premio, 140.000.000 di € DEI NOSTRI SOLDI per salvare il culo al Comune che sperperava fondi per premi ai dirigenti, non pagando bollette dell’Enel nè i dipendenti comunali. Staccata la corrente, immondizia per strada, morti non più seppelliti, vigili a piedi perchè senza benzina, scuole sfrattate.

Da segnalare alcune cosette simpatiche. Scampagnini oggi, al posto di essere sbattuto in una cella (è stato condannato a due anni per truffa), siede su una comoda poltrona in Parlamento.

Non contenti, i catanesi hanno votato Stancanelli (PdL) che dichiara orgogliosamente d’essere l’ultimo fascista rimasto a Catania.

Links per informarsi:

controinfo.org

Repubblica

Massidestri.eu

CentOcchisuCatania (Argo)

ROMA

Il crack (non ufficiale) della capitale supera ogni record. 10 miliardi di euro tondi tondi. 500milioni di euro dei NOSTRI soldi son già stati regalati, come a Catania, anche ad Alemanno, per tener contenere. Esser amico di Mr.B. conta in uno stato ormai vassallo del cavaliere poco “cavaliere”. A detta del Corriere Romano poi (articolo 1), il governo sta facendo un’altra supermegaporcata stile Alitalia. In pratica suddividono il bilancio in due parti: la parte CACCA e la parte BUONA. La parte cacca la paga lo stato (CIOE’ NOI), di quella buona ne gode Alemanno…

06blog.it

Corriere Romano 1

Corriere Romano 2

RESOCONTO

Miei cari amici… come già dico spesso… la situazione è caccherrima. Ormai, tanti sono gli “inciarmi” (ossia le macagne…), tante sono le notizie che non si capisce più un cazzo di niente. ED E’ QUESTA SITUAZIONE CHE CI DOVREBBE FARCI CHIEDERE IL PERCHE’ NON E’ POSSIBILE CAPIRE CHIARAMENTE COME STANNO I FATTI PER DAVVERO. Parliamo dei Comuni. Parliamo di soldi nostri. Soldi che abbiamo guadagnato lavorando e che abbiamo pagato con le tasse. Soldi che ci dovrebbero consentire dei servizi. E non delle prese per il culo.

In attesa del prossimo crack, vi segnalo altri link interessanti per informarsi, o quantomeno cercare di capirne di più, sulla situazione dei comuni italiani.

Officina21

CasertaWeb

ConfIndustriaSicilia

MediterraneoNews

Google

CoseCheNonVanno.com


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